Текст песни
Un soldato di nome Ariodante tornava dalla guerra in Mutande perché era stato costretto a vendere i Calzoni per la gran fame e le gran privazioni. Percorreva un sentiero verso sera quando incontrò Una strega vera. Buongiorno bel soldatino, Torni dalla guerra? Eh sì, ed ho ancora molto da camminare prima Di giungere alla mia povera casa. Povera, eh dunque, dunque ti piacerebbe essere Ricco? A tutti piacerebbe esserlo. Ma perché mi chiedi questo? Perché? Perché io, volendo, potrei darti la ricchezza solo Che tu acconsentissi a quanto ti chiederò. Dunque ascoltami bene: vedi quell'albero là? Internamente è vuoto e ci si può calare sino In fondo. Io ti aiuterò con una corda. Appena sul fondo incontrerai un lungo sotterraneo Illuminato da tre grandi, potentissime lampade e Vedrai di fronte a te tre porte guardate da Tre cani, uno più grosso dell'altro. Abbaieranno, non importa, non avere paura. Ti darò io questo mio grembiule stregato. Potrai avvicinarti al primo uscio ed aprirlo dopo Aver posto il cane sul grembiule. E così per gli altri due. In quelle camere troverai un'infinità di monete D'oro e potrai prenderne quante ne vorrai. A me porterai l'acciarino che è nell'ultima camera. Solo quello. Vuoi? Sì? Eccoti grembiule allora. Scese sotterra il soldato Ariodante, Così com'era, insomma in mutande, E trovò tutto quanto a puntino: I cani, le monete, l'acciarino. Si riempì le tasche di monete d'oro, Poi tornò fuori attraverso il foro. Bravissimo il mio giovanotto. Hai l'acciarino, eh? Dammelo, dammelo, su, Su, dammelo. Te lo darò. Ma dimmi prima che cosa ne farai. Questo non ti interessa. Hai preso le monete d'oro, sì? Ed allora dammi il mio acciarino, dammelo. Ti sbagli, vecchiaccia della malora. L'acciarino mi interessa molto poi. Perciò me lo tengo. E se non te ne Vai via in corsa adopererò ancora una volta la Spada per tagliarti la testa. E via, vattene, vattene via. La strega fuggì e Ariodante, senza calzoni e sempre In mutande, giunse felice ad una gran città. E qui iniziò, è una novità, una gran vita Con tutto quel denaro di cui non era in Verità avaro. Giocò, ballò, fece gite, però un brutto Giorno l'oro terminò ed il soldato Ariodante si Ritrovò nuovamente in mutande. Fu allora che pensò all'acciarino. Lo prese, lo guardò, lo strofinò un pochino. E bambini, non sono panzane. Di colpo ecco apparire un gran cane. Accidenti. Ma, ma è un acciarino magico, il cane del Sotterraneo. Sì, sono il cane del sotterraneo. Mi hai chiamato, sei il mio padrone. Comanda e ti obbedirò. Eh? Eh, io ho bisogno di denaro, Molto denaro. Come puoi procurarmene tu? Ecco. Eh, una borsa di monete d'oro. Ma è incredibile. E potrò averne sempre quante ne vorrò? Basterà che tu me lo ordini. Ormai era sistemato il soldatino ed una sera Strofinò l'acciarino. Mi hai chiamato? Sei il mio padrone. Comanda e ti obbedirò. Senti, cane mio fedele, ho saputo che il re Di questo paese ha una figlia bellissima, Ma la tiene rinchiusa in una torre perché teme Che una, sì, che un sortilegio si avveri, E cioè che la fanciulla sposi un semplice soldato. Bene, io vorrei che tu mi portassi qui la Principessa. Puoi? La principessa? Eccola. Corbezzoli, che splendore. Ma io, io non credevo che fosse così bella. E addormentata sembra una bambola di sogno. Un bacio, solo un bacio. Aveva chiesto troppo perché il cane fatato fu dalle Guardie ben presto pedinato ed esse giunsero All'abitazione del soldatino che con emozione si Vide preso, incatenato, posto in prigione ed il re In persona gli si presentò ed accigliato così gli Parlò. Sarai giustiziato domani nella piazza grande. Sono contento di annunciartelo io stesso. E giunse il giorno dell'esecuzione. Il popolo con grande attenzione seguiva ogni gesto D'Ariodante, questa volta in camicia, Non in mutande. Ed il corteo al palco arrivò ed il tamburo Di rullar cessò. Disse allora il re con molta degnazione: Hai da chiedere qualche cosa prima di morire, Straniero? Vorrei, maestà, fumare per l'ultima volta La mia pipa ed accenderla col mio vecchio acciarino. Sono entrambi nella mia camera d'albergo sul tavolo. Si vada a prendere quanto ha detto il condannato. E avuto l'acciarino, il soldatino lo strofinò e al Cane apparso ordinò. Aiutatemi, cani magici, aiutatemi, Vogliono impiccarmi. Diversamente non poteva andare. Finì come potete immaginare. Il cane fece il vuoto intorno a sé, Ariodante graziato, ed il re la principessa gli fece Sposare e dopo molti anni egli finì anche per Regnare.
Marty — L'acciarino magico Una fiaba di hans christian andersen
«L'acciarino magico Una fiaba di hans christian andersen» — Marty. Читайте текст песни и подпевайте с караоке-подсветкой: строки текста подсвечиваются в такт музыке. Слушайте онлайн бесплатно или скачайте mp3. Длительность записи — 6:25. Жанр — Детская.
